in http://www.4dmatrix.it/SAHARA
La strada per El Menia, tale col nome del vecchio ksar nelle indicazioni stradali scendendo verso Sud, ma El Golea sull'altra faccia delle stesse indicazioni risalendo verso Nord, accoglie un viaggiatore non tanto stanco quanto vagamente istupidito dalla incredibile assenza di vetture sulla principale arteria dell'Algeria, e da un sole ostinato che picchia per tutto il pomeriggio sulla tempia destra.
Ben presto questo sole smette di mordere e l'asfalto di esalare vampe di calore rovente. Una breve sosta mi permette di assistere al tuffo dell'astro dietro un orizzonte circolare a 360°; neanche il tempo di risalire in vettura e devo accendere i fari. Ora dovrò stare ben attento, perché in questi ultimi centocinquanta chilometri la sabbia invade al carreggiata a tradimento con delle dune visibili solo all'ultimo istante.
Come vorrei che un camion mi superasse per potermici accodare così da sfruttarne le luci !
Ma niente. Non circola nessuno.
Mi chiedo se per caso io non stia viaggiando in un paese colpito da bombe al neutrone e se la mia vettura non sia l'unico elemento mobile in questi luoghi paralizzati dall'assenza di vita.
L'ingresso nell'oasi dissipa questi pensieri con la presenza di persone e ciclomotori, per la verità pochi dato che ormai è notte, e il ricordo della bella Ghardaia ben mi predispone al pernottamento anche ad El Golea.
Ma le cose stanno cambiando.
Anche se non sono ancora in pista sono comunque nel grande Sud ed il salto nella qualità della vita è percepibile.
Urbanistica semplificata, architettura essenziale, esercizi commerciali scarsi, traffico elementare offrono poca ospitalità ed infondono una strana sensazione di insicurezza.
In realtà El Golea è un'oasi assai bella, con un palmeto coltivato a tre piani e la città nuova, con strade ordinate e giardini, distinta dal vecchio ksar.
E' l'economia che è diversa, non più di scambio ma prevalentemente di sopravvivenza. In sostanza, anche se l'oasi produce frutta, verdure, ortaggi ed ogni altro ben di Dio, quasi tutto è in funzione dell'economia interna. Non ci sono sovrapproduzioni destinate a negozi che nemmeno esistono, ed i pochi scambi sono gestiti dal mercato attivo la mattina presto. Non è presente quel complesso intreccio di operazioni mercantili che a Ghardaia conferisce alla città un aspetto più comprensibile a noi europei, che la rende rumorosa e disordinata ma accogliente secondo i nostri parametri.
Ad El Golea tutto tace e vive dietro le mura delle abitazioni che proteggono dal caldo disumano, e solo il fresco del tardo pomeriggio anima strade non concepite per la vita all'aperto.
Dovrò farci l'abitudine perché ovunque sarà così o peggio. Man mano scoprirò che l'oleografia ufficiale dell'oasi, che vuole questo luogo un paradiso al centro dell'inferno, è un falso bell'e buono, e che l'oasi non è un'"oasi" ma un luogo di sedentarizzazione in cui l'uomo e gli animali sopravvivono senza guardar tanto per il sottile in base a categorie mentali del tutto particolari.
